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Autorizzazione paesaggistica, il no deve essere motivato

La tutela dei beni paesaggistici è un’attività di estrema importanza che garantisce la protezione e la conservazione degli stessi beni. Al tempo stesso, essere il proprietario o il possessore o il detentore a qualsiasi titolo di un immobile o di un’area vincolata ai sensi della Parte III del Codice dei Beni Culturali può rivelarsi uno svantaggio piuttosto che un privilegio, soprattutto quando occorre intervenire su tali beni.

L’iter procedurale per la realizzazione di interventi sui beni paesaggistici può diventare un vero e proprio labirinto burocratico, perché le funzioni della materia paesaggistica sono di competenza di enti diversi. Infatti, le attività di tutela del paesaggio sono attribuite allo Stato che le esercita attraverso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo (Mibact); le funzioni di valorizzazione e fruizione dei beni paesaggistici, nonché l’approvazione di piani paesaggistici, sono attribuite alla Regioni, mentre ai Comuni spetta il compito di adeguare i propri strumenti urbanistici ai piani paesaggistici e di rilasciare le autorizzazioni per gli interventi.

 
In tale labirinto si è trovato un imprenditore, titolare di un'attività di ristorazione..

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